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Facebook e la moda del «defriending»

28 feb Posted by Google in Popular News | Commenti disabilitati
Facebook e la moda del «defriending»
 

TENDENZE

Facebook e la moda del defriending

Gli utenti del social network tendono a ridurre gli amici

Un profilo Facebook dedicato alla moda dell'UnfriendingUn profilo Facebook dedicato alla moda dell’Unfriending
MILANO Due terzi degli utenti americani ha un profilo su un social network e il 63 per cento tra questi ultimamente ha depennato dalla lista dei cosiddetti friends parecchi nomi, contro il 56 per cento di defriending (letteralmente cancellazione degli amici) registrato nel 2009. Questo uno degli elementi di riflessione che scaturiscono dallultimo ritratto del mondo delle reti sociali tratteggiato, come di consueto, da Pew Internet American Project, che evidenzia anche come la generica voglia (e fame) di privacy stia influenzando significativamente il modo di utilizzo di Fb.

TENDENZA DEFRIENDING – Basta accettare amicizia da chiunque e cercare di rastrellare anche lultimo improbabile conoscente su Fb per esibire tanti amici: ora la vera moda il defriending, ovvero sfoltire le amicizie, inseguendo la qualit e non la quantit. Insomma, la lista di amicizie troppo corposa ormai non pi cool e fa quasi insospettire. Molto meglio un elenco pi snello, ma scelto. E del resto la tendenza era gi in atto da tempo tra gli utenti pi avanti, come dimostrato dal fatto che gi nel 2009 gli autori del prestigioso New Oxford Dictionary proclamassero il termine Unfriend (ovvero rimuovere qualcuno come amico dal proprio profilo) parola dellanno.

LA RICERCA – Lo studio stato promosso dalla societ Pew Internet American Life Project e realizzato dalla Princeton Survey Research Associates International su un campione di 2277 adulti americani dai 18 anni in su nel periodo compreso tra aprile e maggio 2011. La ricerca, che propone unanalisi comparata dei dati di un biennio (dal 2009 al 2011), evidenzia altri trend del social blu, tra cui labitudine da parte del gentil sesso e degli utenti pi giovani a una maggiore selettivit. In particolare il 67 per cento delle donne recentemente ha cancellato nomi dai contatti, contro un 58 per cento di utenti maschi.

PROFILI PUBBLICI E PRIVATI Emerge anche un 44 per cento degli iscritti che nel periodo monitorato ha cancellato commenti altrui sul proprio profilo e un 37 per cento che ha rimosso il proprio nome dopo essere stato taggato in qualche foto (contro il 30 per cento registrato nel 2009). Infine non tutti utilizzano gli strumenti che Facebook offre riguardo alla privacy e lutenza divisa pi o meno a met tra coloro che trovano facile destreggiarsi tra questi tool e coloro che hanno difficolt: il 58 per cento dichiara di avere un profilo privato, visibile dunque solo agli amici, il 19 per cento sostiene di avere un profilo misto (parzialmente privato) e il 20 per cento racconta invece di avere un profilo totalmente pubblico. E anche in questo caso pare che le signore siano pi attente alle interferenze, con un 67 per cento del gentil sesso che opta per il profilo privato contro il 48 per cento degli uomini che fa la stessa scelta.

RIFLESSIONI – Tutti segni evidenti di un bisogno di proteggere e di condividere informazioni, pensieri, foto e iniziative con gruppi pi elitari. Inutile dire che nessuno pu vantare migliaia di amici nella realt e altrettanto superfluo sottolineare una saltuaria ipocrisia nel mondo delle reti sociali, dove ci si pu trovare a essere amici di Facebook di gente che per strada non si saluta nemmeno (probabilmente con qualche ragione). Finito il boom incondizionato dei social network la gente evidentemente sta imparando a usare questi siti con maggiore consapevolezza e lo spirito del siamo tutti fratelli inizia a venir meno. Come avviene con tutti i fenomeni del resto occorrono sempre dei temi di decantazione e gli utenti stanno iniziando a comprendere che meglio gettare nel cestino qualche amico piuttosto che consentire a tanta gente sgradita di sbirciare nelle proprie vite. Senza dimenticare il vero boomerang della rete: che si tratti di social network o di qualsiasi altro sito su Internet non esiste il diritto alloblio.

Emanuela Di Pasqua28 febbraio 2012 | 14:55 RIPRODUZIONE RISERVATA